Daria Bignardi e la sua…Acustica Perfetta!

l'acustica perfetta“Pensavo che esistessero solo le cose giuste e quelle sbagliate, invece c’è dell’altro. Il dolore è insensato, come l’amore.”
Come mi capita spesso prima di riuscire a dare un giudizio su un autore cerco di leggere tutti i libri che ha pubblicato, o almeno la maggior parte. Il mio “incontro” con i libri di questa autrice è stato del tutto casuale, come accade per molte cose nella vita. Ovviamente conoscevo già il “personaggio televisivo” per il quale ammetto di non aver mai provato particolare simpatia, senza negare però un apprezzamento sincero per la sua spiccata intelligenza, cultura e capacità dialettica.
I suoi libri invece sono stati per me una scoperta. Mia madre molti anni fa aveva acquistato una copia di “Non vi lascerò orfani”. Io l’ho chiesto in prestito incuriosita dal titolo e dalla trama e l’ho trovato davvero noioso. Non sono riuscita a capire come si potesse trovare interessante il racconto autobiografico di un “albero genealogico familiare” senza particolari elementi di spicco. Però… – è ovvio che a questo punto ci si aspetti un “però” – devo dire che nonostante la trama per niente avvincente sono rimasta molto colpita dalla capacità dell’autrice di raccontare e descrivere gli stati d’animo delle persone. Leggendo tutti gli altri suoi romanzi in effetti emerge la sua bravura nel descrivere e comprendere le prospettive diverse vissute dai protagonisti.
Tra tutti quelli che ho letto “L’acustica perfetta” è il mio preferito, soprattutto perché ti resta dentro e ti porta a farti tante domande. In questo libro c’è il coraggio di analizzare a fondo una situazione dolorosa, capirla e cercare di guardare oltre. La trama non è particolarmente originale visto che ci parla di una crisi di coppia, che come tante altre esplode all’improvviso, ma ha radici molto lontane nel tempo.
La fuga inspiegabile di lei sconvolge la serena routine di una famiglia apparentemente felice. Lui resta completamente spiazzato da questa decisione, crede sia uno scherzo di cattivo gusto, anche perché è davvero convinto di essere stato un buon marito e di non aver mai fatto mancare niente a sua moglie. Il lettore, insieme al protagonista, si metterà alla ricerca della moglie e in questo viaggio fisico, ma soprattutto mentale, dovrà fare i conti con la verità e scoprirà quali sono stati i reali problemi che hanno portato alla frattura inevitabile. Lui scaverà nel suo passato, parlerà con chi ha conosciuto davvero sua moglie, con le persone che hanno realmente condiviso le sue difficoltà.
Tra i due ci sono stati problemi d’incomunicabilità, ci sono stati segreti … ci sono stati infiniti momenti in cui sono mancate le parole, le spiegazioni, ma anche la presenza e il contatto.

Inutile aggiungere che lui, cercando lei, troverà anche se stesso.
“Ho capito in quel momento cosa mi salva, per cosa vivo, cosa è davvero importante per me. A dire il vero l’ho sempre saputo, ma non immaginavo quanto. Ho sentito il dolore e l’ho messo in quello che amo. Ho sempre creduto che tutto dipenda da noi, quello che proviamo, quello che ci succede. Ho sempre pensato che si potesse deciderlo, di stare bene o male, di essere contenti o scontenti, felici o infelici, di non farsi scalfire dal male. Ma non siamo tutti uguali”.
Questo libro mi ha lasciato una sensazione di profonda malinconia, ma anche la determinazione ad impegnarsi per far durare i rapporti che contano davvero, a non lasciarli finire nella stanchezza, nella rabbia o nel silenzio, per poi pentirsene tutta la vita.
E voi … conoscete già questo libro? Che ne pensate? Se non lo avete ancora letto ve lo consiglio assolutamente!