Alessia Gazzola e la sua indimenticabile Alice Allevi

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Alessia Gazzola è una scrittrice trentenne messinese e nella vita è medico legale. Già questa premessa dovrebbe bastare per capire che se ha scelto di raccontare le vicende di un giovane medico legale, Alice Allevi appunto, è perchè conosce molto bene la sua materia.

La protagonista Alice è senza dubbio ironica, maldestra ed emotiva, ma la trattazione relativa alla medicina legale è invece precisa, affidabile e rigorosa. Il suo primo romanzo L’allieva (pubblicato nel 2011) è scritto in modo molto semplice, con suggestioni cinematografiche e ha avuto grande successo.

Pur non avendo, secondo me, le capacità narrative dei grandi nomi americani che scrivono di medicina forense come Patricia Cornwell o Kathy Reichs, Alice Allevi ha tutte le caratteristiche per diventare un’eroina a cui il pubblico si affeziona inevitabilmente. Inoltre bisogna riconoscere all’autrice una leggerezza nel raccontare anche episodi drammatici di cronaca nera che la rendono anche più apprezzabile rispetto alle colleghe americane.

L’autrice ha pubblicato un prequel Sindrome da cuore in sospeso (2012) e poi due sequel Un segreto non è per sempre (2012) e Le ossa della principessa (2014). Tutti con la stessa casa editrice Longanesi.

Lo strano mix di cadaveri ed ironia sembra funzionare alla grande.

Alice risulta a volte molto infantile, di sicuro si perde spesso dietro al suo romanticismo un po’ all’antica, però è davvero innamorata della medicina legale ed è dotata di un particolare intuito e di una caparbietà che la portano a risolvere brillantemente anche i casi più intricati.

Devo ammettere che, dopo aver letto tutti i suoi libri, il suo successo e le critiche positive ricevute sono pienamente giustificati.

Per quanto riguarda le critiche negative secondo me alcuni personaggi risultano un po’ troppo stereotipati per poter essere credibili, molto “carini” dal punto di vista letterario, ma piuttosto falsi, se confrontati con la realtà. Poi, restando strettamente nel tema del thriller, penso che le trame dei libri non propongano “svolte mozzafiato” che lasciano il lettore sorpreso, anzi direi che a volte sono piuttosto prevedibili. A questo proposito però mi piace riportare una considerazione tratta da un’interivsta fatta all’autrice: “Pur non avendo scritto dei capolavori che rivoluzioneranno la storia della letteratura, spero di essere riuscita a far trascorrere dei momenti di svago a diverse persone che ne avevano bisogno. E questo mi sembra un compito più che decoroso”. Oltre a doverle riconoscere una modestia piuttosto rara nell’ambiente dell’editoria, in cui spesso chiunque dopo aver pubblicato mezzo romanzo crede di essere diventato il nuovo Alessandro Manzoni, ci aggiungo anche che è riuscita in pieno a raggiungere il suo scopo, perché i suoi libri sono perfetti per trascorrere il tempo in compagnia di una lettura interessante, divertente e mai banale. Io li consiglio e …voi che ne pensate?

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