“Non avevo capito niente” Diego De Silva

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“E non è nemmeno il sapere come stanno le cose senza poterci fare niente, ad avermi esasperato. E’il fare come se non m’importasse, che non mi riesce più. Allora mi ribello.”

Come potrebbe non piacermi un personaggio che dice questa frase?!Potrebbe essere una delle mie, senza dover cambiare una virgola!

L’avvocato Vincenzo Malinconico è il ritratto del perfetto perdente. La sua ex moglie lo ha lasciato per un altro, il suo studio è arredato con mobili economici e deve dividerlo con altri professionisti per potersi permettere di pagarne l’affitto. Perde la maggior parte delle cause che gli vengono affidate. Insomma la sua vita passa da una sconfitta all’ altra. Però, ovviamente c’è un però! I suoi figli, anche quella acquisita, lo amano e lo cercano, la sua ex moglie spesso lo cerca, pur avendo un altro uomo sente la necessità di rivedersi con lui, è riuscito ad ottenere una causa importante e molto redditizia e la più bella del tribunale improvvisamente ha messo gli occhi su di lui e cerca di conquistarlo in ogni modo. Verrebbe da domandarsi il perché, ma la risposta è semplice: in lui c’è una vena di eroismo, nel suo essere così “sottomesso”  e rassegnato si nasconde la voglia di rivincita che ogni tanto preme per venire fuori e che lui non riesce o non vuole fermare. La sua forza è nell’ accettare le sfide della sua vita e cercare quando possibile di opporsi alle provocazioni. Da perdente si trasforma in eroe.

Il punto è che le provocazioni puoi rifiutarti di accettarle. Solo che questo tipo di rifiuto si paga con l’autostima. E il pagamento in autostima ha questo di caratteristico: sembra di spendere poco, ma poi ti ritrovi strozzato dagli interessi. E allora, volete sapere che c’è di nuovo?Che io, stavolta, non pago. Non lo faccio, il giro dell’ostacolo.

Il discorso si potrebbe riassumere tutto in questa frase, per poter vivere senza troppe seccature si cerca di sopportare passivamente quello che accade, poi un giorno senza un particolare motivo ci si rende conto che non si ha più voglia di rassegnarsi, di sopportare o semplicemente di abbassare la testa e allora di solito qualcosa succede…

Certe volte penso che quando alzi la testa, e cominci a muovere le cose e a chiedere, invece di subire tutto praticando il minimo sindacale di resistenza, la realtà ti nota. Acquista un po’ di stima nei tuoi confronti e ti rende la vita più facile. … E’ che la realtà si informa sul conto delle persone. Quando concede questi bonus, procede ad un’apertura di credito. Ti dice: eccolo, è tuo, ma non fare la cafonata di sperperarlo per tornare pezzente domani mattina. Non l’hai trovato per terra: l’h dato proprio a te. Dimostrami che non ho sbagliato sul tuo conto. Continua così: cambia.

L’avvocato Malinconico è un pensatore moderno. Nei suoi libri troviamo tutta una serie di riflessioni altamente filosofiche buttate là come se fossero “niente di importante”.  E’ proprio questo che cattura il lettore, la sua capacità di farti riflettere sulla vita anche e soprattutto sdrammatizzandola, a volte facendoti proprio ridere di gusto. Personalmente mi è piaciuto il continuo confronto tra come vanno le cose nella realtà e come dovrebbero andare in teoria. Il tratto che amo di più del protagonista è il suo vivere per la maggior parte del tempo dentro la sua testa, il suo dialogo ininterrotto tra sé e sé e lo scorrere fluido dei suoi pensieri, bilanciato dall’ altra parte dalla sua enorme difficoltà ad adattarsi alla vita vera. Devo ammettere che in questo siamo molto simili!

«Ecco come sono fatto, io. Un vero jazzista della complicazione. Datemi una situazione già compromessa, e vedete che assoli che faccio».

Bellissima e indicativa la frase che dedica a suo figlio. Il protagonista confessa chiaramente che non riesce a capirlo, non condivide le sue scelte e non sa come relazionarsi con lui, ma nonostante questo gli vuole bene, lo stima e riesce a fargli capire che sta sempre dalla sua parte.

Per me invece è la mancanza di paura a fargli da guardia del corpo. Se non hai paura di una cosa, allora quella cosa impara a stare lontana da te, perché capisce che più di tanto non riesce a danneggiarti, e con tutta la gente danneggiabile che c’è in giro non è che si mette a perdere tempo con uno che non l’ apprezza.

Quando si arriva alla conclusione e ci si deve separare ti rendi conto che il personaggio di Vincenzo Malinconico è uno di quelli che ti manca e del quale aspetti il ritorno. La bella notizia (per chi non lo conosceva ancora!) è che è già tornato. In libreria ci sono ben altri due episodi dedicati a lui ( e anche una raccolta che li comprende tutti e tre!)  “Mia suocera beve” e “Sono contrario alle emozioni”.

Io li ho già letti entrambi, e voi?!

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