“Testimone inconsapevole”, Gianrico Carofiglio

testimone

Devo ammettere che conosco bene la produzione di questo autore italiano perchè ho letto tutto quello che è stato pubblicato di lui finora. Ho deciso di condividere il mio commento a questo libro perchè è quello a cui sono più affezionata tra i suoi, perchè è stato il primo che ho letto, ma anche perchè è quello che mi ha offerto maggiori spunti di riflessione.

“Contrariamente a quello che si potrebbe pensare…” il libro potrebbe essere descritto con queste poche parole, con l’aggiunta di un doveroso chiarimento.

Il libro è un esempio ben riuscito di “legal thriller italiano” , ci presenta una realtà alternativa al senso comune e demolisce a poco a poco tanti pregiudizi sul mestiere di avvocato e sulla giustizia in genere. Il protagonista, l’avvocato Guido Guerrieri, non risulta immediatamente simpatico al lettore. Tradisce di continuo e in modo meschino sua moglie, fa assolvere imputati palesemente colpevoli, non si fa scrupoli ad accettare come pagamento del suo onorario anche denaro di dubbia provenienza, insomma non è certo quello che si può definire una “brava persona”. Il suo assistito, co-protagonista del racconto, il venditore ambulante senegalese Abdou Thiam invece è accusato di un delitto atroce, non ha un alibi, anzi varie testimonianze aggravano la sua posizione. Eppure il lettore crede inspiegabilmente nella sua innocenza fin dall’inizio, esattamente come fa l’avvocato. Il protagonista, dopo l’abbandono da parte della moglie, entra in crisi e inizia a soffrire di attacchi di panico che gli rendono la vita impossibile. Lui stesso afferma che il destino gli impone di saldare finalmente tutti i conti che ha lasciato in sospeso con il passato. Dopo aver accettato di difendere Abdou, l’avvocato cerca inizialmente di non farsi troppo coinvolgere dal caso, rivelando al lettore che è addirittura preferibile che un avvocato non sappia se il suo assistito è colpevole o meno, perché il suo unico compito è quello di difenderlo nel miglior modo possibile, non di esprimere un giudizio. Però nel lungo percorso che porterà l’avvocato alla stesura della miglior arringa di difesa possibile, il lettore sarà testimone di moltissimi cambiamenti. L’avvocato è costretto ad una lunga autoanalisi e ritrovando di nuovo la passione per il suo lavoro, ritrova anche parti di sé che credeva ormai perdute per sempre. Rielabora avvenimenti del passato riuscendo dentro di sé a dotarli di un senso tutto nuovo. Ritrova il coraggio di vivere e la forza di amare, ma soprattutto, nel voler restituire ad ogni costo la dignità tolta ad un uomo accusato ingiustamente,  ritrova anche la sua dignità di essere umano. Finalmente riesce a provare un “senso di colpa” per gli errori commessi e a comprendere il male provocato alla sua ex moglie. Il protagonista diventa consapevole di doverle restituire qualcosa prima di poter proseguire con la sua vita.

Ho trovato molto interessanti anche la spiegazione della famosa frase di Einstein: “E’ la teoria che determina ciò che osserviamo” e gli esempi citati nel testo per chiarire come si costruisce un “testimone inconsapevole”. Concetti importantissimi per chiunque faccia ricerca in qualunque settore, ma a maggior ragione fondamentali per chi si trova nella condizione di dover decidere del futuro di un’ altra persona.

Aggiungo una piccola nota: sono stati pubblicati altri 3 libri , tutti dalla casa editrice Sellerio, che raccontano nuove avventure dell’avvocato Guerrieri e dalla trama di questo libro è stata tratta anche una fiction tv. Quindi se vi è venuta voglia di conoscerlo meglio sapete da dove cominciare…

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